
Fare SEO significa conoscere il nostro cliente ideale, intercettare i suoi bisogni e capire quali parole digita davvero su Google e gli altri motori quando cerca una risposta. E anche mettere la fantasia al potere… da qui la foto scelta per questo articolo 😛
Lo studio delle keyword è quindi il cuore di ogni strategia SEO.
Da dove si parte? Dal brainstorming
Il lavoro sulle keyword, in un approccio SEO Human Centered, non comincia da uno strumento ma dall’ascolto.
È proprio nella fase di ascolto che possiamo mettere a frutto l’esperienza raccolta con i nostri clienti, analizzando le email che riceviamo, i commenti nei nostri canali social, le domande che ci fanno nei webinar, al telefono o in risposta ai preventivi. Più le keyword vengono raccolte analizzando fonti autentiche, più saranno efficaci. L’intelligenza artificiale ci può aiutare in questa fase e più avanti ti spiego come.
Prima di aprire uno strumento SEO, partiamo da carta e penna o da un Google Docs vuoto. Facciamo brainstorming su tutto ciò che i nostri clienti potrebbero cercare:
- i loro problemi
- le soluzioni a cui stanno cercando di avvicinarsi
- i prodotti e servizi che offriamo
- i dubbi più frequenti
Questa fase è fondamentale, perché ci aiuta a immedesimarci nel cliente ideale. Per avere più idee possiamo usare anche Google Suggest (le ricerche suggerite da Google) e le domande correlate nella SERP.
Passiamo agli strumenti professionali
Una volta raccolte le idee, possiamo usare strumenti professionali per approfondire la nostra analisi e soprattutto per verificare che le parole chiave che abbiamo pensato siano effettivamente cercate e con quali volumi ogni mese.
Se le parole chiave immaginate non compaiano negli strumenti non sono vere parole chiave e dobbiamo scartarle! Ripeti questo mantra gioiosamente insieme a me.
Ecco i SEO strumenti che consigliamo:
Keyword Planner di Google Ads
È lo strumento ufficiale e gratuito di Google. Serve a vedere il volume di ricerca delle keyword, il trend stagionale e il livello di concorrenza. È molto utile per chi lavora con Google Ads, ma anche per fare SEO.
Funziona in modo completo (cioè mostra valori numerici precisi) solo se l’account ha campagne attive: in caso contrario, i volumi sono indicati in fasce (es. 100–1.000).
Una funzione molto potente del Keyword Planner è la capacità di trovare keyword correlate in modo ampio a partire da una keyword seme. Questo è utilissimo sia per velocizzare il nostro lavoro, sia se non conosciamo perfettamente il settore o la lingua con cui stiamo lavorando, perché ci aiuta a esplorare il vocabolario reale degli utenti in modo guidato e affidabile.
SEOZoom
È uno strumento italiano, ottimo per chi lavora in italiano. Nella sua suite include:
- Keyword Infinity: per cercare keyword a partire da una parola chiave seme, con informazioni su volume, stagionalità , keyword correlate e opportunità di posizionamento.
- Keyword Research: per analizzare in profondità il potenziale di una keyword e confrontarla con altre simili.
- Analisi dominio e competitor: per vedere su quali keyword si posiziona un sito, confrontarlo con i concorrenti e scoprire nuove opportunità .
SEOZoom è molto utile anche per costruire una mappa di contenuti e avere un aiuto per pianificare una struttura SEO coerente. È a pagamento, ma offre una prova gratuita.
Semrush
È uno degli strumenti più completi e noti a livello internazionale. La suite di SEMrush offre diverse funzioni specifiche per le keyword:
- Keyword Magic Tool: per generare migliaia di keyword a partire da una keyword seme, con dati su volume, difficoltà e intento di ricerca. Rispetto allo strumento di Google, è più rigido nell’ampliare il campo semantico.
- Keyword Overview: per vedere rapidamente tutti i dati relativi a una singola parola chiave.
- Keyword Gap: per confrontare il proprio sito con i competitor e trovare keyword che non stiamo ancora usando.
- Position Tracking: per monitorare il posizionamento delle keyword nel tempo.
Semrush è a pagamento, ma offre una versione gratuita con funzionalità limitate. È particolarmente indicato per chi lavora su più mercati e in più lingue.
Keyword Insights
È uno strumento pensato per aiutare nella fase di clustering.
Keyword Insights raggruppa keyword simili in base all’intento di ricerca e ai risultati di Google. È utile quando abbiamo raccolto tante parole chiave e vogliamo decidere quali contenuti andare a creare. È a pagamento, con piani scalabili in base al numero di query.
Un buon consiglio è confrontare, nella fase iniziale e per i progetti più complessi, i dati tra più strumenti, perché ognuno ha un metodo di funzionamento leggermente diverso.
Come usare l’intelligenza artificiale
L’AI può essere un valido alleato per velocizzare e arricchire il lavoro sulle keyword. Ecco alcuni modi per integrarla nel processo:
- generare liste preliminari di keyword partendo da una descrizione del servizio o ancor meglio dal nostro materiale interno, come ad esempio una raccolta delle email ricevute dai clienti negli anni, per individuare gli argomenti ricorrenti o i nostri cataloghi
- riformulare le keyword in modo più naturale e vicino al linguaggio del cliente ideale
- raggruppare keyword simili in cluster tematici
- suggerire intenti di ricerca o altre keyword a partire da una lista di parole chiave
L’AI non sostituisce l’analisi umana, ma aiuta a esplorare più opzioni, soprattutto nella fase iniziale. L’esperienza, il contesto e la conoscenza del proprio pubblico restano imprescindibili.
Classificare le keyword: informazionali, transazionali, navigazionali
Questa classificazione ci permette di legare le keyword al customer journey e quindi alla progettazione concreta del sito o dei contenuti. Come possiamo vedere nel Gioco del cliente, ogni fase del viaggio ha strumenti, contenuti e intenti diversi.
Una volta raccolte le parole chiave, dobbiamo classificarle in base all’intento di ricerca.
- Keyword informazionali: chi cerca vuole capire o imparare qualcosa (es. “come fare compostaggio domestico”)
- Keyword transazionali: chi cerca vuole acquistare o compiere un’azione (es. “compostiera da balcone”)
- Keyword navigazionali: chi cerca vuole raggiungere un sito o un brand specifico (es. “compostiera Ikea”)
Capire questa differenza ci aiuta a progettare i contenuti giusti per ogni fase del viaggio.
Organizzare le keyword in gruppi
Una volta classificate, possiamo distribuire le keyword in base alla fase del journey in cui si collocano e ai contenuti che vogliamo creare. È lo stesso principio che usiamo nel Gioco del cliente: organizziamo per priorità e coerenza strategica.
Le keyword non vanno usate in modo casuale: vanno organizzate in gruppi tematici. Ogni gruppo corrisponde a una pagina del sito o a un contenuto.
Esempio: Se vendo compostiere, posso avere:
- una pagina informativa su “come fare il compost in città ”
- una scheda prodotto su “compostiera in legno 100L”
Organizzare bene le keyword ci aiuta a:
- progettare l’architettura del sito
- capire quali pagine ci servono davvero in ottica SEO (ovviamente quest’ottica non è l’unica da considerare, potremo decidere di creare comunque alcune pagine che non servono in ottica SEO ma servono in ottica di esperienza utente)
- evitare sovrapposizioni e cannibalizzazioni
Lo studio keyword è in sostanza un lavoro strategico che richiede ascolto, analisi e organizzazione. Con gli strumenti giusti, un pizzico di AI e una buona dose di empatia verso il nostro cliente ideale, possiamo costruire una mappa chiara ed efficace intorno a cui costruire il nostro SEO sito.





