Il lavoro comincia dal cruscotto, ovvero il pannello che costruiamo insieme a te sui dati di GA4 e di Search Console e che aggiorniamo ogni mese, dove si vedono le posizioni guadagnate o perse, le pagine che hanno cominciato a ricevere impressioni e quelle che si sono sgonfiate. È la parte che puoi guardare quando vuoi, anche fra una relazione e l’altra.
Dai dati nascono le modifiche, che seguono un giro programmato: ogni mese si passa su una parte del sito e nell’arco dell’anno si copre tutto, sistemando i title e le description, le intestazioni, le tabelle, i collegamenti interni, le voci di menu e gli attributi delle immagini, mentre le pagine che hai pubblicato o modificato nel frattempo si recuperano ogni volta, così non restano indietro.
Quando i dati lo suggeriscono si va oltre la manutenzione e si mette mano alla struttura dei contenuti, ovvero si divide una pagina che risponde a due domande diverse, si uniscono due pagine che si contendono la stessa ricerca, si propone di riscriverne qualcuna da capo oppure di pubblicarne una nuova quando c’è un gruppo di ricerche che non ha ancora un posto dove atterrare. Il testo nuovo di solito lo scrive chi conosce il prodotto e noi diciamo che cosa deve contenere, a meno che tu non abbia scelto il modulo del blog, dove la scrittura è compresa.
Lo studio delle parole chiave, peraltro, non si ferma all’inizio: i volumi cambiano, cambiano le funzioni che Google mostra nei risultati e la rosa delle ricerche si rivede insieme a te quando la tua attività si muove. Ogni mese, in parallelo, si fanno i controlli tecnici, ovvero le pagine non trovate e i redirect, i Core Web Vitals, i dati strutturati e la sitemap, che sono le cose che si rompono da sole mentre il sito cambia.
Il lavoro mensile comprende anche il modo in cui il sito viene letto e citato dagli assistenti AI, che è una cosa distinta dal posizionamento su Google: ogni mese si misura quanto traffico arriva da ChatGPT, Gemini, Perplexity e dagli altri, sommando le sorgenti perché il canale «AI Assistant» di GA4 ne intercetta soltanto una parte, e ogni tre mesi si fa l’audit di visibilità AI e GEO, con le domande di prova poste agli assistenti. Naturalmente nessuno strumento, oggi, dice con precisione per quali domande vieni citato e per quali no, quindi quei numeri si leggono per quello che sono, ovvero un’indicazione.
C’è poi il resoconto mensile sui link in entrata, con i domini che ti linkano e il confronto con i concorrenti, dove si guarda soprattutto da dove prendono i link gli altri e quali collegamenti verso di te si sono rotti, dal momento che è la varietà dei domini a spingere l’autorevolezza e non il numero dei link. Le stesse menzioni, peraltro, sono quelle che un assistente usa per scegliere le fonti da nominare.
Tutto questo si fa nelle lingue del tuo sito. Oltre all’italiano seguiamo inglese, spagnolo, portoghese, francese e tedesco, con il supporto di professionisti madrelingua quando serve, dal momento che le ricerche non si traducono: in ogni mercato le persone chiedono le cose a modo loro, quindi la rosa delle parole chiave si costruisce lingua per lingua.
Ogni mese, infine, c’è un’ora su Zoom insieme. Il resto del lavoro si fa per iscritto, ovvero sui documenti condivisi e per email, così l’ora insieme serve a scoprire cose ulteriori, a confrontarsi e a decidere.