Blog aziendali

Il nostro servizio modulabile e completo per farti trovare dai tuoi potenziali clienti, su Google e nelle risposte degli assistenti AI, con un blog aziendale bello da leggere e concepito in ottica SEO fin dalle fondamenta.

Comprende lo studio delle parole chiave, il piano e il calendario editoriale per sei mesi, una guida su misura per scrivere i post e la formazione per gestirlo, oppure un anno di conduzione affidata a noi, con la scrittura degli articoli compresa.


Un blog per aziende, associazioni e brand


Il blog è uno degli strumenti più potenti per attrarre in modo naturale ed efficace clienti e appassionati, vecchi e nuovi, ed è anche il posto da cui gli assistenti AI prendono le risposte quando qualcuno chiede loro come si fa una cosa del tuo mestiere. L’abbiamo pensato per:

  • liberi professionisti che vogliono farsi trovare condividendo il proprio sapere (wedding planner, architetti, agenti immobiliari, commercialisti…)
  • gestori di e-commerce di ogni genere, con tanti prodotti interessanti da proporre
  • operatori del turismo, che vogliono farsi trovare raccontando il proprio territorio
  • musei, associazioni o enti culturali che hanno tanto da dire ma ancora non hanno trovato il modo giusto per farlo
  • aziende manifatturiere o rivenditori di prodotti tecnici e tecnologici, che possono pubblicare tutorial, guide e consigli d’utilizzo
  • più in generale brand che vogliono creare o rafforzare il proprio racconto

Il servizio è incentrato su strategia SEO e di visibilità AI, piano e calendario editoriale. Può essere acquistato sia da chi vuole imparare a gestire il blog internamente (opzione 1), sia da chi vuole affidare tutto a noi per un anno (opzione 2).


Il blog aziendale fa per te?


Sì, se hai un sapere da condividere che le persone cercano su Google e non hai ancora un posto dove metterlo.

Sì, se il blog c’è già ma le pubblicazioni sono irregolari e manca un ordine negli argomenti.

Sì, se vuoi imparare a gestirlo dentro l’azienda, con qualcuno che prepari il piano e insegni il metodo a chi scriverà.

Sì, se vuoi che il tuo nome compaia nelle risposte degli assistenti AI sul tuo settore, cosa che succede leggendo le pagine pubblicate.

No, se il tuo sito è di poche pagine e non hai ancora materiale da pubblicare con regolarità. In quel caso il lavoro comincia dall’ottimizzazione delle pagine che ci sono, ovvero da La SEO pozione+.

No, se cerchi la manutenzione SEO continuativa del sito senza la parte editoriale, che è invece quello che facciamo con I SEO custodi.


Cosa include – Opzione 1 (una tantum)


  • L’analisi della tua attività, della concorrenza e dei tuoi clienti tipo, con un questionario e un incontro su Zoom o eventualmente di persona.
  • Una breve analisi SEO tecnica del tuo sito, che non sostituisce le altre attività SEO di base.
  • Lo studio delle parole chiave per il piano editoriale, per capire attraverso quali ricerche su Google puoi intercettare i tuoi potenziali clienti.
  • La definizione o la riorganizzazione di tag e categorie.
  • Un piano editoriale SEO con un calendario per sei mesi su un file Excel, con indicazioni su argomento dell’articolo, possibile titolo, parola chiave su cui puntare, data di pubblicazione, categoria, tag e suggerimenti sul contenuto, comprese le domande che le persone fanno agli assistenti AI sui tuoi temi.
  • Una guida su misura per scrivere i post, con consigli sulla scrittura per il web e per organizzare di volta in volta il materiale e tirare fuori le parole, oltre che per ottimizzarli utilizzando, se lo desideri, il plugin Yoast SEO per WordPress oppure Rank Math.
  • Le indicazioni per rendere gli articoli leggibili e citabili dagli assistenti AI, dalla risposta messa in apertura al modo di nominare le cose di cui parli.
  • 3 incontri formativi su Zoom di 1 ora ciascuno, distribuiti lungo il percorso.
  • (Opzionale) Una guida per scegliere le immagini per corredare i post, curata da chi nel nostro team si occupa di grafica.

Cosa include – Opzione 2 (annuale)


  • Tutti i servizi compresi nell’opzione 1, formazione compresa, perché il metodo resta tuo anche quando a scrivere siamo noi.
  • La scrittura di due articoli al mese per dodici mesi, affidata a una delle persone che scrivono per noi, scelta in base alla tua specifica attività.
  • La scelta e la preparazione delle immagini di ogni articolo.
  • L’ottimizzazione SEO di ogni articolo, dalla struttura ai titoli ai collegamenti interni, più la pubblicazione sul sito.
  • L’aggiornamento continuo del piano e del calendario editoriale, che seguono quello che i dati dicono di mese in mese e non restano fermi a come erano stati pensati all’inizio.
  • La revisione mensile degli articoli in ottica SEO e l’analisi dell’andamento del blog, comprese le risposte degli assistenti in cui il tuo nome compare, con cui aggiustiamo il tiro di mese in mese per portarti ai tuoi obiettivi di business più in fretta.

Cosa puoi ottenere: un marketing tutto nuovo


Un nuovo modo di raccontare il tuo brand e la tua attività.

Un modo fantastico per affiancare e supportare la strategia SEO.

Tante visite in più al tuo sito, da persone naturalmente interessate ai tuoi servizi e ai tuoi prodotti.


Quanto costa


L’opzione 1 parte da 1.050€ + IVA per il blog di chi lavora in proprio, mentre per le aziende parte da 1.600€ + IVA, perché il sito è più grande e le categorie da tenere sono di più.

L’opzione 2 parte da 6.900€ + IVA all’anno, scrittura degli articoli compresa, con il pagamento in quattro rate distribuite lungo i dodici mesi. È la formula pensata soprattutto per le aziende, che hanno un blog da tenere aperto tutto l’anno e non solo per una stagione.


Quanto dura

  • L’opzione 1 è una tantum e prevede circa 1 mese di lavoro.
  • L’opzione 2 prevede circa 1 mese di preparazione e 12 mesi di lavoro continuativo.

Cos’è un blog aziendale: per saperne di più


Che cos’è un blog aziendale

Un blog aziendale è la sezione di un sito in cui un’impresa, un’associazione o un professionista pubblicano con regolarità articoli che rispondono alle domande dei propri potenziali clienti, ovvero contenuti pensati per essere trovati su Google prima ancora che qualcuno conosca il nome dell’azienda. La differenza con le pagine dei servizi sta nel momento dell’incontro: una pagina servizio si legge quando si è già deciso di comprare, mentre un articolo si trova mentre si sta ancora capendo di che cosa si ha bisogno.

Gli argomenti, quindi, vengono dalle ricerche vere delle persone e non dal calendario delle attività interne: se un’azienda produce serramenti, il blog racconta come si sceglie un infisso e quanto isola un vetro, mentre la fiera di settore interessa a chi l’azienda la conosce già. Da questa scelta degli argomenti dipende quasi tutto il risultato: per questo il servizio parte dallo studio delle parole chiave.

Come si crea un blog aziendale

Il blog si apre dentro il sito che c’è già, in una sottocartella del dominio principale, perché in questo modo le visite e la reputazione che gli articoli si guadagnano restano al sito che vende e non a un indirizzo separato. Su WordPress la sezione esiste di serie e chiede soltanto di essere organizzata; sulle altre piattaforme, e-commerce compresi, il modulo del blog è quasi sempre disponibile e va attivato. La struttura si decide prima di pubblicare il primo articolo, ovvero le categorie, che sono i grandi temi di cui l’azienda parla, e i tag, che sono i dettagli ricorrenti; una struttura chiara serve a chi legge, ai motori di ricerca e agli assistenti, che dalle categorie capiscono di che cosa l’azienda si occupa davvero.

Una volta che la struttura c’è si passa al piano editoriale, ovvero la lista degli argomenti con il titolo, la parola chiave, la categoria e la data di pubblicazione di ciascuno, distribuiti su sei mesi in modo che il carico sia sostenibile per chi scrive. Serve anche stabilire chi scrive e quando, perché la regolarità porta più risultati della quantità: due articoli al mese tenuti per un anno lasciano un segno che dieci articoli pubblicati in una settimana e poi abbandonati non lasciano.

Come si gestisce un blog nel tempo

La gestione è fatta di tre cose che si ripetono: pubblicare secondo il calendario, aggiornare gli articoli vecchi che hanno preso posizione e collegare ogni articolo alle pagine dei servizi a cui porta. L’aggiornamento si dimentica quasi sempre, eppure un articolo di tre anni fa che descrive uno strumento cambiato nel frattempo perde posizioni da solo, mentre riscriverlo costa meno che scriverne uno nuovo. C’è poi una ragione in più per farlo: un assistente che risponde legge la versione di oggi, quindi finisce citato l’articolo aggiornato e non quello vecchio.

Ogni mese si guarda che cosa è successo: gli articoli che raccolgono impressioni senza click chiedono un titolo diverso, quelli che portano visite ma non contatti chiedono un collegamento più chiaro verso i servizi e gli argomenti che nessuno cerca escono dal piano. Su questo lavora la revisione mensile dell’opzione 2, che ogni mese rimette in fila gli argomenti dei mesi successivi.

Come si capisce se il blog funziona

I numeri da guardare sono pochi. In Search Console si vedono le ricerche per cui gli articoli compaiono, la posizione media e i click: all’inizio crescono le impressioni e non i click, perché una pagina nuova entra in graduatoria molto indietro e sale col tempo, quindi le impressioni sono il primo segnale che il lavoro va nella direzione giusta. In GA4 si guarda invece dove vanno le persone dopo l’articolo, ovvero se arrivano alle pagine dei servizi oppure se il percorso si chiude lì. Una parte delle visite, poi, arriva senza una provenienza riconoscibile, perché chi ha letto la risposta di un assistente e poi ha aperto il sito non porta con sé l’etichetta della ricerca: quelle sessioni si leggono insieme alle citazioni che si trovano a mano.

Sui tempi è opportuno mettersi d’accordo prima: i primi movimenti si vedono dopo tre o quattro mesi di pubblicazioni regolari, mentre i risultati veri arrivano fra i sei e i dodici mesi. Un blog nuovo che dopo due mesi non ha ancora raccolto click, quindi, sta probabilmente facendo quello che deve.

Cosa cambia adesso che le persone chiedono agli assistenti

Una parte delle ricerche che prima finivano su Google adesso finisce dentro una conversazione con un assistente, dove la risposta viene scritta leggendo pagine che stanno in rete. Per un blog aziendale la conseguenza è concreta: gli assistenti leggono e citano le pagine aperte, quindi quello che un’azienda tiene dietro un modulo di iscrizione o dentro un file da scaricare non entra in nessuna risposta, mentre un articolo pubblicato per intero può essere citato con il nome dell’azienda accanto.

Cambiano anche gli argomenti, perché agli assistenti le persone fanno domande intere e non ricerche di due parole: «quanto costa gestire un blog aziendale e ogni quanto si pubblica» è una domanda che nessuno digitava su Google e che nelle conversazioni ricorre, quindi entra nel piano editoriale come titolo di un articolo. Le citazioni, per ora, si contano a mano guardando le risposte degli assistenti sulle domande che riguardano l’azienda, mentre in Search Console si comincia a vedere il traffico che arriva da lì; se questa parte ti interessa in modo specifico, ci lavoriamo con Visibilità AI e GEO.

C’è poi un caso che riguarda da vicino chi produce e chi rivende: i dati tecnici, le misure e le condizioni d’uso vivono spesso in forma più ricca sui siti dei distributori o sui marketplace che su quello di chi li ha scritti, e un assistente attribuisce quelle informazioni a chi le ospita. Rimetterle in chiaro sul proprio sito è uno degli interventi meno costosi che si possono fare: in un piano editoriale quel genere di articolo entra fra i primi.


Per gli altri dubbi, ecco le FAQ


Quanto costa un blog aziendale?

L’opzione 1 parte da 1.050€ + IVA per il blog di chi lavora in proprio e da 1.600€ + IVA per le aziende, mentre l’opzione 2 parte da 6.900€ + IVA all’anno e comprende anche la scrittura degli articoli. La cifra esatta dipende da quanto è grande il sito, da quante categorie servono e dal numero di articoli al mese.

Ogni quanto si pubblica un articolo?

Nell’opzione 2 sono compresi due articoli al mese, che è la frequenza con cui lavoriamo di solito; se te ne servono fino a quattro il piano si allarga e il preventivo si muove di conseguenza. Quello che porta risultati è la costanza: un blog tenuto per un anno con due articoli al mese arriva più lontano di uno che parte in quarta e si ferma dopo il terzo mese.

Chi scrive gli articoli?

Nell’opzione 1 li scrivi tu o chi lavora con te, con la guida su misura e i tre incontri di formazione che sono compresi nel servizio. Nell’opzione 2 la scrittura è compresa e se ne occupa una delle persone che scrivono per noi, scelta in base alla tua attività, mentre noi restiamo a curare strategia, piano editoriale, ottimizzazione e revisione.

Un blog serve ancora adesso che rispondono gli assistenti AI?

Serve, per due ragioni. La prima è che una parte delle domande a cui un blog risponde descrive un bisogno preciso, e su quelle prevale la pagina che risponde esatta: un articolo che spiega per intero una cosa che fai può entrare in una risposta anche se il sito è piccolo, perché l’assistente cerca il passaggio che risolve la domanda e non il nome più grosso. La seconda è che gli articoli sono quello che gli altri citano, e le menzioni di terzi sono da sempre un pilastro dell’autorità per la SEO: oggi nutrono anche le risposte degli assistenti, che sulle domande di categoria pesano quanto e dove qualcuno ti nomina. Cambia però il modo di misurare il risultato, perché una parte delle persone legge la risposta senza aprire il sito e le impressioni salgono più dei click.

Che differenza c'è fra il blog e la newsletter?

Il blog fa incontrare l’azienda a chi ancora non la conosce, perché le sue pagine stanno su Google e nelle risposte degli assistenti, mentre la newsletter parla a chi ha già lasciato il proprio indirizzo. I due strumenti si tengono insieme volentieri: gli articoli portano le persone al modulo di iscrizione e la newsletter le riporta sugli articoli nuovi.


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