La mia SEO storia
Sono nata nel 1982 a Brindisi (città di porto, in Salento) e vivo tra Berlino e l’Italia. Ho trascorso lunghi periodi – in alcuni casi mesi, in altri anni e anni – anche a Firenze, Roma, Dublino, Madrid e Bologna, la città dove ha sede La scribacchina e vive il mio socio Andrea.
Mi sono laureata in storia contemporanea due volte, così il mio approccio al web marketing è articolato: guardo le cose in prospettiva diacronica, rovisto con facilità nei settori più disparati e adoro rimettere tutto in ordine in modo logico e facile da capire.
Dall’università viene anche l’entusiasmo per i dati: per la prima tesi ho passato mesi su serie storiche di statistiche giudiziarie, a cercare che cosa raccontassero di come cambiava la famiglia italiana; per la seconda ho spogliato testamenti, inventari post-mortem e contratti di nozze dell’Ottocento, per ricostruire stratificazione sociale e cose varie. Così adesso analizziamo dati aziendali di ogni genere e costruiamo cruscotti su misura per leggerli simpaticamente.
Come freelance, ho iniziato scrivendo testi e contenuti per il web, da qui il nome La scribacchina, ma presto ho iniziato a occuparmi di SEO e web marketing a tutto campo, sempre a partire dalle parole. Le parole giuste, quelle magiche, che ti avvicinano a chi ti cerca su Google e gli altri motori di ricerca.
Il nome viene infatti da La zia Julia e lo scribacchino, dello scrittore peruviano Mario Vargas Llosa: lo scribacchino del romanzo scrive radiodrammi a getto continuo e ne ricava un buon ritorno economico, cosa che allora mi era sembrata di ottimo auspicio.
Sono un po’ nerd, quindi l’aspetto tecnico della SEO per me è bello quanto quello strategico e organizzativo: risolvere i problemi d’indicizzazione, trovare il modo più stellare per utilizzare l’attributo canonical e aggiustare altre cose dal nome strano, sono tra gli aspetti che amo di più del mio lavoro.
Da qualche anno, poi, è cambiato il modo di pensare di chi cerca. Con gli assistenti AI ci si è abituati a chiedere le cose come le si chiederebbero a una persona, a ragionarci sopra insieme e a ottenere consigli più o meno articolati, invece che elenchi. Spesso la decisione su che cosa comprare o a chi rivolgersi matura dentro ChatGPT, Claude, Gemini e Perplexity, prima ancora di aprire un sito.
Cambia di conseguenza il modo in cui aiutiamo le aziende a farsi trovare, sul sito e fuori. Sul sito valgono le tecniche di sempre, con alcune accortezze nuove rispetto al modo di presentare le informazioni. Fuori dal sito si guarda dove un’azienda viene già nominata e quali portali o testate del suo settore i modelli leggono, perché una risposta si compone anche con quello che si trova altrove.
Poi, le lingue. A un certo punto – da bambina, quando passavo le estati in Andalusia – ho imparato lo spagnolo. Da quel momento, non ho mai smesso di imparare lingue e per il mio lavoro posso utilizzare, a vari livelli, anche spagnolo, inglese, francese, tedesco e portoghese.
È anche per questo che con Andrea seguiamo volentieri i progetti di SEO internazionale e i siti multilingua, dove ogni lingua e ogni mercato hanno il loro studio delle parole chiave.