La SEO per e-commerce è il lavoro con cui un negozio online viene reso leggibile per i motori di ricerca, dalla struttura delle categorie fino al testo di ogni singola scheda prodotto, così che chi cerca un prodotto come il tuo arrivi sulla pagina che glielo vende. La stessa cosa fatta per le risposte degli assistenti AI si chiama GEO, ovvero generative engine optimization: in questo servizio le due parti stanno insieme.
Che cosa vuol dire ottimizzare un e-commerce
Ottimizzare un e-commerce significa lavorare su tre piani insieme: la parte tecnica, ovvero tutto quello che permette a un motore di ricerca di scaricare le pagine e di capire quali sono le più importanti; l’organizzazione dei contenuti, ovvero come categorie, sottocategorie e prodotti si dispongono l’uno rispetto all’altro; il testo delle pagine, che risponde alle domande di chi cerca.
Su un e-commerce, a dire il vero, il secondo piano riserva le sorprese più grosse, perché un catalogo cresciuto per aggiunte successive finisce spesso per avere categorie che si somigliano, prodotti raggiungibili da tre percorsi diversi e pagine che nessuno visita da anni.
Che cos’è una scheda prodotto fatta bene
Una scheda prodotto fatta bene racconta il prodotto per intero, ovvero dice che cos’è, com’è fatto, a cosa serve, in quali situazioni si usa e in che cosa si distingue dai modelli vicini; lo fa con parole proprie e non con la descrizione che il fornitore ha mandato a tutti i suoi rivenditori.
La differenza si vede quando due negozi vendono lo stesso articolo: quello che ha riscritto la scheda ha una pagina che esiste una volta sola su Internet, mentre gli altri hanno tutti la stessa: in quel caso Google le raggruppa, ne sceglie una come canonica e mostra quella, mentre le altre restano indicizzate senza farsi vedere.
Che differenza c’è fra una pagina categoria e una pagina prodotto
La pagina categoria risponde a chi cerca un tipo di prodotto, per esempio «scarpe da trekking impermeabili», quindi ha bisogno di un testo che spieghi come si scelgono e di filtri che aiutino a restringere; la pagina prodotto risponde a chi cerca un modello preciso, con il nome, il codice o le misure; su quella si compra.
Confonderle è uno degli errori che si trovano più spesso, perché ottimizzare tutte le schede su parole generiche mette i tuoi stessi prodotti in concorrenza fra loro, mentre le categorie, che sarebbero le pagine giuste per quelle ricerche, restano senza una riga di testo.
Che cosa sono i dati strutturati
I dati strutturati sono un codice che si aggiunge alla pagina per dichiarare in modo esplicito quello che nel testo si legge soltanto, ovvero che quello è un prodotto, che costa una certa cifra, che è disponibile, che ha una valutazione media e quante recensioni la compongono.
Servono a Google, che con quel codice costruisce i risultati arricchiti con il prezzo e le stelline; servono anche ai programmi che confrontano i prodotti al posto di una persona. Per farsi citare da un assistente AI, invece, non sono richiesti, dato che lì arriva il testo della pagina: si aggiungono quindi per i riquadri nei risultati e perché prezzo e disponibilità risultino esatti a chi li legge da fuori.
Che cosa cambia quando le lingue sono più di una
Con più lingue il lavoro non raddoppia soltanto nella quantità di testo, perché si aggiunge la parte che tiene insieme le versioni: ogni lingua ha bisogno di indirizzi propri, di una dichiarazione corretta della lingua della pagina e dei collegamenti che dicono a Google quali pagine sono la stessa cosa in un’altra lingua.
Le parole chiave, peraltro, non si traducono: in ogni lingua le persone cercano un prodotto con parole loro: magari il termine che in italiano porta più ricerche in tedesco non esiste nemmeno, quindi lo studio si rifà lingua per lingua.