SEO migrazione è il servizio SEO che accompagna il restyling o il trasloco del tuo sito, ovvero il lavoro che ti permette di rinnovarlo senza perdere il posizionamento su Google, il traffico organico e il fatturato, diretto o indiretto, che quel sito ha costruito negli anni.

Se stai rifacendo il sito, se stai cambiando dominio oppure se stai riorganizzando la struttura delle pagine, affianchiamo chi lo progetta e lo sviluppa con la mappatura degli indirizzi e il piano dei reindirizzamenti, per evitare SEO disastri.

La SEO migrazione fa per te?

Sì, se stai rifacendo il sito o cambiando dominio e vuoi arrivare alla messa online senza perdere quello che hai costruito.
Sì, se stai riorganizzando le pagine e i loro indirizzi e ti serve una strategia che tenga insieme i reindirizzamenti e l’ottimizzazione.
Sì, se hai già migrato, il traffico è calato e vuoi sapere cosa si può ancora recuperare.
Sì, se ti interessa conservare anche le citazioni degli assistenti AI, che puntano a indirizzi precisi e si perdono insieme a quelli.
No, se il sito resta com’è e ti serve un lavoro SEO sulle pagine. In quel caso guarda Analisi keyword e SEO on-page+, oppure La SEO pozione+ se il sito è piccolo o medio.
No, se il sito è appena nato oppure non è mai stato ottimizzato, perché non c’è ancora un posizionamento da conservare.

Cosa comprende il servizio

Il lavoro comincia prima che il sito nuovo sia online e si chiude qualche settimana dopo il lancio, perché la parte delicata sta proprio nel passaggio: nel mezzo c’è un documento di mappatura che tiene insieme tutto, indirizzo per indirizzo, con quello che c’era prima e quello che ci sarà dopo.

Quel documento lo prepariamo noi e lo usa chi sviluppa il sito, così la migrazione si esegue una riga alla volta, senza decisioni improvvisate il giorno della messa online.

  • La mappatura del sito attuale: tutti gli indirizzi, dalle pagine agli articoli, dalle categorie ai tag, dalle paginazioni alle pagine legali, ciascuno con il suo valore SEO misurato su click, impressioni, link ricevuti e traffico.
  • Le pagine di maggior valore: quali portano visite da Google, quali ricevono link da altri siti e quali ricevono visite dagli assistenti AI, così si sa da dove cominciare a proteggere.
  • La mappatura degli elementi SEO on-page: title, h1 e meta description di ogni pagina, con l’indicazione di quello che è opportuno tenere tale e quale e di quello che si può riscrivere liberamente.
  • La pianificazione della migrazione: la corrispondenza fra vecchi e nuovi indirizzi, decisa una per una, comprese le pagine che spariscono e quelle che si uniscono fra loro.
  • Il piano dei redirect 301: i reindirizzamenti pronti da impostare, insieme alle pagine che è meglio far rispondere con un 404 oppure con un 410.
  • La revisione prima della messa online: guardiamo il sito nuovo mentre è ancora in prova, dagli indirizzi ai menu, dai link interni agli elementi SEO, comprese le pagine da tenere fuori da Google.
  • Il controllo dopo il lancio: verifichiamo che i reindirizzamenti funzionino e che la sitemap sia a posto; se il tracciamento è in ordine leggiamo insieme Google Analytics 4 e Search Console, così un eventuale calo si vede subito.
  • La checklist operativa: una guida passo per passo per chi esegue la migrazione, che resta a disposizione anche per le volte successive.

Quali risultati puoi ottenere?

Conservi il posizionamento su Google e in qualche caso lo migliori.
Conservi il tuo traffico organico di ricerca.
Conservi il valore dei link ricevuti negli anni.
Chi arriva da un vecchio link trova la pagina giusta invece di un 404.
Un sito rinnovato che è ancora facile da trovare.

Nelle migrazioni più impegnative che abbiamo accompagnato gli indirizzi da mappare erano diverse centinaia, fra pagine, articoli, portfolio, tassonomie e paginazioni, con un profilo link costruito in molti anni di pubblicazioni.

Anche in quei casi il traffico organico non ha subito cali dopo la messa online e la posizione media è migliorata progressivamente nelle settimane successive.

Cosa non è incluso

La migrazione protegge quello che il sito ha già costruito, mentre le attività che lo fanno crescere si scelgono a parte e hanno un loro perimetro, quindi fuori dal servizio restano quattro cose.

L’esecuzione tecnica della migrazione: i reindirizzamenti li imposta chi sviluppa il sito, seguendo la nostra mappatura e la checklist. Se ti serve, ti passiamo i contatti di persone di nostra fiducia.
L’ottimizzazione on-page ex novo: è il servizio Analisi keyword e SEO on-page+, che comprende peraltro anche il supporto alla migrazione.
Il monitoraggio a lungo termine: per quello ci sono i nostri pacchetti mensili, I SEO custodi.
La messa a punto del tracciamento con Google Analytics 4 o altri strumenti: c’è il servizio Web analytics, che ti consigliamo di aggiungere quando nessun altro segue questo aspetto.

Nessuna di queste quattro cose è però lontana dal nostro lavoro, quindi se ti servono possiamo metterle a preventivo insieme alla migrazione, oppure indicarti chi le segue quando riguardano la parte tecnica dello sviluppo.

Cos’è la migrazione SEO: per saperne di più

La migrazione SEO è l’insieme delle attività che permettono di spostare un sito su un indirizzo nuovo, oppure di riorganizzarne la struttura, conservando il posizionamento su Google e il traffico che quel sito aveva prima: in sostanza si tratta di portare ai nuovi indirizzi il valore accumulato dai vecchi.

Quel valore è fatto di indirizzi posizionati su Google, di link ricevuti negli anni, di pagine condivise sui social e di menzioni sparse per il web. Sta attaccato agli indirizzi uno per uno, per cui quando cambi dominio, struttura o anche soltanto gli slug la procedura è sempre la stessa, ovvero si mappa ogni indirizzo prima del trasloco, si decide cosa preservare, si impostano i reindirizzamenti permanenti e si controlla tutto nelle settimane dopo il lancio.

Quando serve, ovvero i quattro casi in cui cambia l’indirizzo di una pagina

Il posizionamento si mette in gioco per una ragione sola, ovvero il cambio di indirizzo di una pagina: da quel momento Google, i siti che negli anni ti hanno linkato e i vecchi post sui social continuano a puntare a un indirizzo che non risponde più, mentre il contenuto vive altrove. Naturalmente non tutti i restyling comportano questo passaggio, quindi i casi da distinguere sono quattro.

  • Nuovo dominio, stessa struttura: passi da https://www.miosito.it a https://www.miositonuovo.it mentre le pagine restano quelle di prima, quindi serve un reindirizzamento per ciascuna.
  • Nuovo dominio e struttura nuova: cambia l’indirizzo del sito e insieme cambia l’alberatura, ovvero la categorizzazione dei prodotti, le pagine servizio, gli slug.
  • Stesso dominio, struttura nuova: resti su https://www.miosito.it mentre le pagine si riorganizzano e gli indirizzi cambiano, che è di gran lunga il caso più frequente nei restyling.
  • Cambiano soltanto gli slug: le pagine sono le stesse e cambia soltanto il loro indirizzo, il che sembra poca cosa ed è invece la migrazione che più spesso passa inosservata.

Quando cambiano soltanto la grafica e i testi, mentre dominio, struttura e indirizzi restano dove sono, la migrazione non serve; lo stesso vale se apri un sito nuovo su un dominio nuovo per un’altra attività, anche se in quel caso è opportuno valutare se il dominio precedente si può riutilizzare.

Gli errori più comuni e come si fa invece

Fra gli errori più frequenti si annoverano la cancellazione completa del vecchio sito per fare pulizia, che ferma tutto il traffico in arrivo dai vecchi indirizzi, oppure la partenza senza reindirizzamenti, per cui ogni link che punta al tuo sito, da qualunque parte del web arrivi, atterra su una pagina che non esiste. In entrambi i casi manca la mappatura preventiva, dal momento che prima si raccolgono tutti gli indirizzi e soltanto dopo si decide cosa reindirizzare e cosa lasciare andare.

Capita inoltre di trovare due copie del sito online, con i vecchi contenuti importati e il vecchio dominio ancora acceso: in quella situazione Google può continuare a preferire la versione storica, quindi a migrazione finita il vecchio dominio si svuota e si reindirizza. Un’altra soluzione di comodo è il cartello «ci siamo spostati qui», che obbliga chi legge a un click in più e ai motori di ricerca non trasferisce niente, mentre il reindirizzamento porta direttamente sul contenuto nuovo.

301, 404 e 410: quando si usano

Sui codici, che tornano in ogni migrazione, in sostanza la distinzione è questa: il 301 è il reindirizzamento permanente e dice «questa pagina adesso sta qui», portando con sé il valore accumulato; il 404 dice «non l’ho trovata» ed è adatto alle pagine che spariscono senza un erede; il 410 dice «non tornerà più», così Google la toglie dall’indice più in fretta.

Cosa succede alle citazioni degli assistenti AI

Quando un assistente AI ti nomina, nomina un indirizzo preciso, quindi se quell’indirizzo cambia e nessuno lo accompagna al nuovo il collegamento si rompe, esattamente come succede ai link ricevuti dagli altri siti.

Chi clicca su un riferimento dentro una risposta generata arriva in quel caso su una pagina che non c’è più, mentre gli assistenti, che rileggono i siti periodicamente, trovano al posto della pagina imparata un indirizzo che non risponde: alla riscrittura successiva quel riferimento può cadere del tutto. Vale peraltro anche per i link, che sono fra i segnali che portano un assistente a nominarti: quelli che si perdono in una migrazione si perdono due volte, su Google e nelle risposte generate.

In pratica si tratta dello stesso lavoro, guardato anche da questo lato: i reindirizzamenti permanenti accompagnano ai nuovi indirizzi sia Google sia gli assistenti, gli indirizzi che ricevono visite dall’AI entrano nella mappatura come le pagine che portano traffico organico e dopo il lancio si controlla che quelle visite proseguano.

Sono numeri ancora piccoli su quasi tutti i siti, ovviamente, però si tratta di un canale che si misura e che una migrazione preparata conserva insieme al resto. Se il tuo obiettivo è farti nominare dagli assistenti e non soltanto conservare quello che hai, il servizio è Visibilità AI e GEO.

Per gli altri dubbi, ecco le FAQ


Quando conviene coinvolgervi?

Il momento migliore è quello in cui il sito nuovo è ancora in costruzione, perché si lavora sulla versione in prova e si arriva alla messa online con la mappatura già pronta e i reindirizzamenti scritti riga per riga.

Ho già migrato e ho perso traffico. Si recupera?

Quasi sempre sì, anche se il recupero è tanto più completo quanto prima si interviene: si parte da quello che resta del vecchio sito, si ricostruisce la mappatura degli indirizzi e si mettono i reindirizzamenti che mancano.

Lavorate con i nostri web designer?

Sì: è il modo in cui lavoriamo di solito, dal momento che noi prepariamo mappatura, piano dei reindirizzamenti e checklist, mentre chi sviluppa il sito esegue. Se non hai ancora nessuno, ti passiamo i contatti di professioniste e professionisti di fiducia.

E se il sito è un e-commerce o un blog con centinaia di articoli?

Il metodo resta lo stesso e cambia soltanto la quantità di indirizzi da mappare, perché schede prodotto, categorie, filtri e archivi del blog entrano nella mappatura come tutto il resto; il preventivo tiene poi conto del numero.

I reindirizzamenti valgono anche per gli assistenti AI?

Sì, dal momento che un redirect 301 porta al nuovo indirizzo chiunque arrivi dal vecchio, una persona, Google oppure un assistente: per questo gli indirizzi citati dall’AI si trattano come le pagine che portano traffico organico.

Il sito è multilingua. Cambia qualcosa?

Il prezzo comprende la gestione SEO di una lingua, quindi per ogni lingua ulteriore si aggiunge il 50%, dal momento che la mappatura e il piano dei reindirizzamenti si rifanno per ciascuna versione del sito.

Quanto dura una migrazione SEO?

Dipende dal sito e dai tempi di chi lo sviluppa, però l’ordine di grandezza è questo: una o due settimane per la mappatura e il piano, poi l’attesa del lancio e infine le due o tre settimane di controlli successive alla messa online.

Comprende l'ottimizzazione delle pagine nuove?

La migrazione protegge quello che il sito ha già costruito, mentre per scrivere e ottimizzare da zero c’è Analisi keyword e SEO on-page+, che comprende anche il supporto alla migrazione.


Quanto costa?

A partire da 600€ + IVA una tantum, a seconda della complessità della migrazione e del numero di indirizzi da gestire, tenendo presente che questa cifra vale per il sito piccolo di una persona che lavora in proprio.
Il prezzo comprende la gestione SEO di una sola lingua, quindi per un sito multilingua si aggiunge il 50% per ogni lingua ulteriore.

Per questa attività lavoriamo in squadra con chi progetta e sviluppa il tuo sito: se ti serve, ti passiamo i contatti di web designer e sviluppatrici di nostra fiducia, che possono darti assistenza per la parte tecnica della migrazione.

Stai per rifare il tuo sito?

Ti accompagneremo fase per fase, affiancando i tuoi web designer, per evitare SEO disastri e aiutarti a non perdere traffico e fatturato.