
In questo articolo ti spiego come scegliere le categorie e i tag per il tuo blog aziendale, pensando alla SEO e ai lettori, e come organizzare le pagine di categoria e le pagine tag, spesso dimenticate.
Categorie e tag
Categorie e tag sono tassonomie, cioè strumenti per classificare gli articoli del tuo blog a seconda dello schema teorico che vuoi utilizzare.
Il lavoro per organizzare tag e categorie quindi è tutto concettuale e si fa su un foglio, di carta o digitale. Non c’entrano trucchi SEO, misteriosi aspetti di WordPress o imprecazioni.
Per semplificare, io ti consiglio di considerare le categorie come i 4 o 5 argomenti principali del tuo blog e i tag come etichette per classificare gli articoli trasversali alle categorie.
Le categorie e i tag sono molto facili da usare su WordPress, ma qualunque CMS tu usi per il blog della tua azienda probabilmente avrai a disposizione tag e categorie o potrai farli predisporre dal tuo sviluppatore. Ad ogni modo in questo articolo non ti parlo di questo, ma del lavoro da fare a monte per scegliere tag e categorie.
Attenzione però: se cambi le categorie e i tag dovresti prima controllare che
Scegliere le categorie
Per scegliere le categorie pensa ai 4 o 5 bisogni principali del tuo cliente ideale in relazione alla tua attività.
Ogni suo bisogno sarà un categoria: se ad esempio sei una wedding planner a Milano le categorie potranno essere: “Sposarsi a Milano” per soddisfare il bisogno degli sposi di scoprire luoghi per cerimonia e rinfresco; “Il diario delle nozze” per aiutare gli sposi passo passo lungo il cammino che va dalla scelta dell’abito ai preparativi del giorno prima; “Temi e stili” per analizzare i vari temi attorno a cui è possibile organizzare un matrimonio.
Come dico spesso però il legame con il tuo lavoro non dev’essere didascalico: se sei un fotografo di bambini ti sconsiglio un blog dedicato alla fotografia perché finiresti per parlare ai tuoi colleghi; meglio un blog dedicato alla vita con i bambini nella tua città. Le categorie saranno quindi “All’aperto con i bambini a Domodossola”, “Negozi per bambini a Domodossola” e così via.
Il punto dev’essere sempre intercettare il target quando cerca informazioni sui motori di ricerca.
Qualunque sia il tuo settore, puoi fare questo lavoro di organizzazione e creare un piano editoriale per il tuo blog in ottica SEO, a partire da tag e categorie. Se vendi articoli tecnici e tecnologici – come ad esempio condizionatori – avrai tanto da dire, ma anche se sei uno psicologo o una multinazionale delle gru.
Tutto sta nel concentrarti sui bisogni del tuo cliente ideale, senza dimenticare un’aspetto: dove vive questo cliente. Se il tuo raggio d’azione è locale, dovrai per forza tenerne conto ed organizzare tag e categorie del tuo blog di conseguenza.
Un bell’esempio di classificazione è quello di Paola di Oltreverso: ha un blog molto ricco e nella sua barra laterale puoi trovare i tag e le categorie che ha usato per classificare i suoi articoli in modo utile per Google e per i suoi lettori.
Scegliere i tag
I tag sono uno strumento per classificare gli articoli trasversali alle categorie: non sono sottocategorie o un modo per fare spam.
Ti consiglio di sceglierne circa 30, a monte, cioè prima di pianificare o riorganizzare il tuo blog. Con la lista dei 30 tag da utilizzare sempre accanto, potrai poi ritaggare con ordine tutti gli articoli che hai già scritto o taggare in futuro quelli che scriverai.
Nell’esempio della wedding planner i tag potrebbero essere ad esempio “Sposarsi in Chiesa”, “Vestito di bianco” o “Cerimonia di sera”. Come vediamo si tratta di espressioni diverse tra loro e asimmetriche, ma con due cosa in comune:
- ciascuna può essere un’etichetta da applicare a tutte le categorie (ad esempio ad una Chiesa di Milano, come ad un matrimonio in stile botanico in Chiesa)
- ciascuna risponde ad un bisogno di informazioni del cliente ideale.
Se invece il mio blog aziendale parla di ricette le categorie potrebbero essere “Ricette di primi”, “Ricette di secondi” e “Ricette di antipasti”, mentre i tag “Ricette con gli spinaci”, “Ricette di Carnevale” e così via, così saranno in grado di raccogliere ricette che appartengono a tutte le categorie.
Per scegliere i tag ti consiglio di usare anche uno o più strumenti per lo studio delle parole chiave per avere spunti e idee e per verificare che gli argomenti siano effettivamente cercati dai tuoi clienti. Puoi utilizzare ad esempio il Keyword Planner o lo strumento Completamento automatico di Google o Keyword.io.
Attenzione: i tag non vanno confusi con le parole chiave, ma un lavoro di questo tipo ti aiuterà a definire i tag con le parole che usano i tuoi clienti ideali sui motori di ricerca.
Le mie regolette per i tag
Ecco le mie regolette d’oro per i tag, di cui avevo già parlato in un articolo su tag e categorie su C+B.
- I tag non devono mai coincidere con le categorie.
- I tag non devono essere, concettualmente, aggiuntivi alle categorie, ma trasversali ad esse.
- Ogni tag deve sempre raccogliere o prevedere di raccogliere almeno due o più articoli; non hanno senso decine di tag che raccolgono un articolo ciascuno.
- Due tag non devono mai essere troppo simili tra loro: se quindi ho un tag che si chiama “Chiese di Milano”, non ne farò un altro che si chiama “Chiese a Milano” che raccoglierà gli stessi articoli.
- I tag di un blog vanno costruiti intorno a keyword informazionali, cioè keyword con cui le persone cercano informazioni e non direttamente prodotti o servizi; quindi “Sposarsi in Chiesa a Milano” e non “Wedding planner Milano”.
- I tag – sì, di nuovo – non vanno confusi con le keyword o parole chiave SEO: sono un’altra cosa. Posso costruire un tag intorno ad una keyword, ma non credere che un tag sia un keyword.
- I tag non vanno usati per fare spam, ripetendo il nome della tua attività o quello che fai. Se sei una wedding planner quindi non devi usare come tag “Wedding”, “Wedding planner Milano” o così via. Un comportamento di questo tipo, lato SEO, è nella migliore delle ipotesi neutro, nella peggiore controproducente.
- Se hai troppi tag e non ti senti di riorganizzarli verifica da Google Analytics > Acquisizione > Panoramica > Organic Search > Pagine di destinazione che non ricevano visite e mettili semplicemente noindex, cioè dì a Google di non indicizzarli. Se usi WordPress, puoi farlo dalle impostazione del plugin Yoast SEO.
- Se non stai impostando i tag ex novo ma stai modificando o cancellando i tag vecchi fai molta, moltissima attenzione. Devi infatti lavorare prima su carta (cioè su Excel, o su un foglio e non direttamente sul tuo sito); una volta che decidi di cambiarli effettivamente, devi prima verificare quanto traffico organico ricevono le pagine tag. Puoi farlo da Google Analytics > Acquisizione > Panoramica > Organic Search > Pagine di destinazione; dovrai reindirizzare, con i redirect 301, le pagine tag che ricevono molto traffico, altrimenti perderai tutto. Se non ti senti sicuro, ti consiglio di delegare questo aspetto ad un professionista. Questa regola vale anche per le categorie.
Organizzare le pagine di categoria e le pagine tag
Le pagine di categoria e le pagine tag vengono definite “pagine archivio”, perché contengono appunto archivi di articoli, classificati con una data etichetta.
Spesso l’aspetto e il contenuto testuale delle pagine archivio non sono curati: io ti consiglio invece di curarli, perché se hai ben organizzato il tuo blog in ottica SEO potranno essere pagine di atterraggio.
I lettori del tuo sito potranno cioè finire direttamente da Google su una pagina tag o su una pagina di categoria.
I miei consigli:
- metti il nome della categoria o del tag come titolo di pagina
- inserisci una breve descrizione della categoria o del tag per spiegare al lettore che tipo di articoli aspettarsi
- riscrivi il title (titolo SEO) della pagina inserendo il nome della categoria (o del tag) se è autoesplicativo, più un call to action; in alternativa se il nome non è chiaro, approfitta del title per renderlo cristallino
- verifica che l’aspetto della pagina sia ottimale assieme al tuo web designer.
Buona riorganizzazione!
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E’ stato un piacere Tatiana lavorare con te alla riorganizzazione del mio sito. Non solo ne ho ottenuto un beneficio in termini di navigabilità, ma ho anche imparato molto. Mitica! Grazie per la citazione <3
Grazie Paola, un bacio!
Grazie mille per questi utilissimi punti, ho da lavorare! 🙂
Grazie a te, buon lavoro!